Congresso PD

Oggi pomeriggio nel mio circolo ha preso vita un interessante dibattito congressuale.
Personalmente sono intervenuto riscontrando una certa timidezza delle due mozioni favorite. Non commento la terza, perché ha dei passaggi aberranti dal punto vista economico, ambientale ed energetico.
Ho quindi spiegato la mia preferenza nei confronti di quella che porta il nome di Matteo Renzi, che è essenzialmente legata a tre fattori: il Governo da lui presieduto, le persone al suo seguito e il coraggio dimostrato in passato.
Il primo ha avuto non pochi difetti, ma in questi tre anni ho visto finalmente mettere in discussione postulati su cui nessuno – in particolare a sinistra – aveva mai osato dubitare: articolo 18, sistema universitario, welfare, statalismo, etc…
Purtroppo i risultati di quell’esecutivo sono stati più che esigui e a volte – per finalità meramente elettorali – si è dovuto cedere su questioni importanti, ma finalmente ho visto il Segretario del più grande partito italiano tentare di scardinare il sistema Italia.
Le persone al seguito di Renzi – fatta eccezione per i fan, che sinceramente non amo – hanno un percorso politico e tecnico alle spalle che mi fa credere che quell’idea di Paese possa camminare sulle gambe di chi accompagna il primo firmatario della Mozione.
Quel che chiedo a Renzi e compagni ora è ritrovare quel coraggio che avevano – come allora Giuseppe Civati – nel 2013. Quel coraggio che non hanno avuto nello scrivere una mozione, che è oggettivamente abbastanza tiepida e non di carattere come 3 anni e mezzo fa.
Il Paese va destrutturato nel profondo, andando al confronto serrato (non allo scontro) con la CGIL, con le corporazioni, con chi ha un’idea protezionista, illiberale e statalista dell’economia e del lavoro.
Per fare questo serve coraggio e dedizione. Ecco io credo che Renzi e chi lo accompagna abbiano la possibilità di farlo. Spero di non sbagliarmi.

Follow me!

Comments

comments