Ora e sempre

Grazie all’annientamento dell’esercito tedesco e repubblichino a sud del Po da parte delle truppe angloamericane del generale Alexander, 72 anni fa si rendeva possibile l’insurrezione in tutte le città del Nord da parte delle forze partigiane e si concludeva così la guerra civile italiana.
Proprio ieri, mentre facevo colazione in un bar nei pressi del Tribunale, sentivo il racconto di un partigiano del Partito d’Azione che narrava quelle fatidiche ore con occhio molto monzese, per quanto magari meno epico.
Riassumerlo qui in modo confuso non renderebbe onore a quella storia rubata da una conversazione in cui non ero un invitato, ma semplice spettatore senza biglietto.
Emergeva però tutto l’orgoglio di una generazione che era riuscita a riscattarsi dagli errori dei padri, che tacitamente avevano accolto l’avanzata del fascismo.
Sappiamo che la verità storica è d’obbligo e che senza lo sbarco in Sicilia e l’avanzata delle truppe alleate non ci sarebbe mai stato alcun 25 aprile, soprattutto dopo i rastrellamenti del ’44 che lasciarono ben pochi focolai partigiani realmente attivi. Rimangono però il lato etico e il coraggio di coloro non si arresero mai contro le barbarie nazifascista, per quanto disorganizzati e inferiore di numero.
Il mio ringraziamento va a loro e alle truppe alleate. Perché senza di loro io stesso non avrei mai avuto la libertà di occuparmi della Cosa Pubblica e di esprimere liberamente le mie opinioni.

Buon 25 aprile!

[foto dall’archivio di Alfredo Viganò]

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