Il colpo di scena dopo la calma piatta

Ho finalmente trovato due minuti per dire la mia sui risultati di ieri.
Il dato sull’affluenza è solo in parte politico: le elezioni a metà giugno sono infelici, soprattutto se la domenica cade dopo la fine delle scuole in una giornata caldissima e soleggiata. Molti cittadini non sapevano neanche che si votasse. Colpa della campagna elettorale in sordina.

Il centrosinistra guidato da Scanagatti conferma i voti attesi (38-42%), sfiorando appunto il 40% dei consensi.
Dopo 5 anni di non-facile amministrazione, in cui si sono operate scelte non sempre popolari, ma utili alla Città, questo è un dato di sincero apprezzamento per il nostro lavoro e fa ovviamente piacere.
Buonissimo il risultato del PD che aumenta i consensi assoluti, bene anche la Lista del Sindaco, un po’ meno LabMonza e spiace davvero tanto: è proprio il caso in cui un ottimo lavoro di squadra non viene valorizzato adeguatamente dall’elettorato.

La destra con Allevi invece avanza clamorosamente e barbaramente arriva a soli 35 voti dalla coalizione a supporto del Sindaco in carica.
Il traino è soprattutto a marchio Lega, che mette più di un punto percentuale su Forza Italia, partito ormai in dismissione per le svariate lotte fratricide che hanno prodotto numerosi disgiunti a favore del candidato di centro (Maffè) e dello stesso Scanagatti.
L’imposizione di Arcore dell’ex Presidente della Provincia è stata mal digerita e chi era ai seggi l’ha ben notato durante lo spoglio. Son curioso di vedere che accadrà a secondo turno.

Maffè ottiene un buon risultato con la sua coalizione un po’ atipica: da una parte la civica moderata di centro (coi luogotenenti Monguzzi e Martinetti), dall’altra la fallimentare lista dai toni accesi “Io Cambio” dell’Avvocato D’Antuoni.
La prima porta casa un risultato dignitoso (4,13%), l’altra sprofonda (0,77%): alla copia si preferisce sempre l’originale.
Ora staremo a vedere come si posizionerà a ballottaggio, anche se stupirebbe non poco vedere Maffè, Martinetti e Monguzzi, veri liberali cattolici moderati, a supporto di un candidato così fortemente legato a movimenti (e al suo passato) fortemente destrorsi.

Vera debacle quella del M5S – come in tutt’Italia – che travasa i suoi voti nella destra (Lega in particolare).
Il candidato – decisamente meno forte di quello di 5 anni fa – e un generale disimpegno da queste amministrative li bloccano al 7,64%.
Al ballottaggio lasceranno libertà di scelta ovviamente, ma il travaso nelle destre dovrebbe essere già avvenuto a primo turno, ergo chi andrà a votare (?) sarà più propenso presumibilmente ad esprimere la propria preferenza nei confronti del candidato di centrosinistra Roberto Scanagatti.

Piffer non va male, anche grazie alla scarsa affluenza che fa pesare di più i suoi consensi (4,84%): arriva a solo un decimale dal risultato di cinque anni fa!
Probabilmente ci si aspettava di più, visto il clamore di questa campagna elettorale iniziata in anticipo di mesi rispetto agli altri candidati, ma l’obiettivo era quello di riportarlo in Aula per poter battere su alcuni specifici temi.
Non un successo insomma, ma il primario obiettivo di sopravvivenza raggiunto.
Ora staremo a vedere come si muoverà sul secondo turno: il suo elettorato è per una buona quota di centrosinistra – quasi totalmente PD, ma le indiscrezioni della scorsa settimana fanno pensare a serie riflessioni su un suo solitario mal consigliato apparentamento con la destra Allevi.
Staremo a vedere.

Quitadamo con la Sinistra alternativa dimostra ancora una volta che – per quanto i temi portati avanti in campagna elettorale siano di primario interesse (e già contenuti nel programma di Scanagatti) – le praterie a sinistra siano più delle aiuole.
Ci aspettiamo che i suoi elettori partecipino al voto del 25 giugno, così da evitare di consegnare la Città nelle mani di chi aveva già dimostrato su scala più ampia la sua totale incapacità (per i meno acuti: Allevi è stato Presidente della Provincia).

Ponti con il Popolo della Famiglia, Forza Nuova e Fiamma Tricolore sfonda l’1% e per loro deve essere un successo, perché durante la campagna elettorale la si ascoltava solo per fare due risate.
Finirà con Allevi, giusto perché la coalizione guidata da Dario non è di una destra abbastanza radicale (-> sarcasm!).

Ora i giochi si riaprono e si riparte da zero, visti i consensi tra i due principali sfidanti.
I candidati fuori da ballottaggio sembrano numericamente più favorevoli ad un’ipotesi Allevi, ma i loro elettorati ad una soluzione di continuità con Scanagatti.
Sarà una battaglia all’ultimo voto tra un modello di Città moderno ed europeo e uno legato alle vecchie logiche e sempre ai soliti noti che hanno devastato la Città in passato.

Speriamo solo che i monzesi non abbiano la memoria troppo breve!
Postilla sulle mie preferenze personali: non sono ancora ufficialmente convalidate, ma dovrei collocarmi sulle 320! Per me è un vero successo perché ho aumentato del 16% quelle prese 5 anni fa. Non so ancora se basteranno per essere certi di rimanere in Consiglio Comunale (anche se i cervelloni del partito dicono di sì), ma tanto la coalizione di Roberto dovrebbe tranquillamente spuntarla tra tredici giorni! Quindi andate (o tornate) a votare per Scanagatti Sindaco il 25 giugno!

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