Il ritorno del bipolarismo… a Monza

C’è un ulteriore dato che emerge dall’ultima tornata amministrativa a Monza: in Città è tornato il bipolarismo.
Del 51% di Monzesi che hanno votato l’11 giugno per eleggere il Consiglio Comunale più dell’80% ha scelto uno dei due storici schieramenti che hanno governato la Città.

Questo dato è molto evidente se si butta l’occhio sulla compagine delle opposizioni, che nella passata tornata erano rappresentate da 7 gruppi consiliari molto eterogenei tra loro e con un massimo di 4 componenti afferenti a 6 coalizioni diverse, mentre ora abbiamo 4 gruppi consiliari afferenti a sole 3 coalizioni, delle quali quella del centrosinistra esprime ben 9 consiglieri sui 12 totali dell’opposizione: i 3/4 dei 12 seggi destinati alla minoranza, che il PD rappresenta da solo per 2/3.

Il M5S avrà certamente un traino nazionale che potrà capitalizzare, ma quel 7 e qualcosa % è un segnale molto chiaro che proviene dal suo elettorato monzese. Va letto e non ignorato nei prossimi anni quando ci saranno da discutere tematiche importanti per la Città. Lo dico in particolare agli ex colleghi Nicola Fuggetta e Gianmarco Novi con cui – pur con sensibili distinguo – si sono condivise molte scelte, per quanto a volte con una visione meno radicale da parte nostra.

Si configurano dunque anni in cui la responsabilità politica amministrativa ricadrà pesantemente, se non quasi totalmente, sulla nostra coalizione (Maggioranza e Giunta a parte).
È certamente un grande onore, ma anche un onere non da poco. Per questo avremo bisogno di tutti coloro che credevano nel progetto Scanagatti (e non solo) per portare avanti un’opposizione di contenuto e puntuale per il bene della Città.

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