Lo sgombero come avanspettacolo

A leggere le bacheche di alcuni esponenti del centrodestra e quelle dei loro fan, pare che Monza non abbia mai visto degli sgomberi prima del 26 giugno.

In realtà durante l’Era Scanagatti ce ne sono stati e non pochi.
Venivano effettuati dalla polizia su segnalazione dei proprietari degli immobili (privati o pubblici) e senza tanto clamore mediatico, in quanto normale amministrazione.

La differenza sostanziale è che quegli sgomberi – non essendo puri atti di celodurismo – avevano un senso: liberare degli stabili dismessi prima del recupero o per assicurarsi che gli occupanti non si mettessero più in situazioni di pericolo.

Lo sgombero della palazzina proprietà di Regione Lombardia è stato il primo dell’Era Allevi e già quell’episodio fu abbastanza emblematico: occupato tra il primo e il secondo turno e sgomberato dopo una denuncia da parte del proprietario (Regione), come la legge prevede, dopo il ballottaggio. Nel mezzo una carnevalata leghista e dell’allora candidato Dario Allevi, in cui si ammettevano le responsabilità della Regione, ma si dava la colpa a Roberto Scanagatti (?!).

Ora arriva uno sgombero alla Diefenbach di via Borgazzi. Tutto in pompa magna con tanto di camionette, polizia e – leggo dai giornali – Impresa Sangalli a ripulir). Inutile dire che alla sera gli occupanti erano già tornati dentro.

Non sono contrario agli sgomberi, anzi: la legalità, le condizioni igienico-sanitarie e la tutela dei minori devono essere prioritari e su questo bisogna certamente usare il pugno di ferro. Consapevoli però della realtà in cui si va ad operare e della complessità di certe situazioni. Diversamente si riduce tutto ad una pura manifestazione di forza e di propaganda e il problema vero (senzatetto e stabili dismessi occupati) me lo ritrovo qualche metro più in là o nello stesso luogo qualche ora dopo.

Al Sindaco Allevi e all’Assessore Arena (nella foto sopra) chiedo meno pantomime e più concretezza nella risoluzione di questi problemi, così che vengano affrontati per davvero.

Stendo un velo pietoso sulle varie vanterie per aver fermato e sanzionato parrucchieri occasionali in stazione et similia, nel mentre in cui la situazione al di là dei binari (piazza Castello) sembra drasticamente peggiorata e in alcuni quartieri – tra cui il centro – si sono verificati fenomeni poco rassicuranti.

È davvero saggio impiegare una camionetta fissa in via Arosio (di fronte alla stazione), sguarnendo così il resto della Città di preziose forze di sicurezza (per altro sotto organico)?

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