Chiusure e fragilità

Ieri sera si è insediata la Commissione Consiliare II, quella che ho avuto l’onore di presiedere per ben 5 anni. All’ordine del giorno l’elezione del nuovo Presidente e del nuovo VicePresidente.

Mi è sembrato giusto sottolineare fin da subito che ben comprendevo che presiedere la Commissione “Politiche del Territorio – Mobilità e Sicurezza – Opere pubbliche e decoro urbano” sarebbe dovuto toccare ad un membro della Maggioranza, lasciando invece la VicePresidenza all’Opposizione. Noi 5 anni fa scegliemmo questa strada strada e il mio Vice fu il Capogruppo di Forza Italia, Domenico Riga.

Pur nella diversità di opinioni, siamo riusciti a lavorare benissimo insieme e, quando alcuni impedimenti mi hanno tenuto lontano da quel consesso, il Consigliere Riga ha svolto egregiamente e super partes il ruolo di Presidente.

Insomma 5 anni fa, dopo decenni di battaglie politiche, avevamo voluto dare un segnale di apertura e fiducia al Gruppo di Forza Italia e in particolare alla persona del Consigliere Riga, fiducia che si è dimostrata più che ben riposta.

La Maggioranza di oggi invece ha deciso di prendere un’altra strada, una vecchia strada, e imporre con la forza dei numeri due suoi componenti per entrambi i ruoli, Presidenza e VicePresidenza. Il motivo? Equilibri interni. Sono pronti ad aprirsi, ma solo sulle nuove commissioni che verranno istituite (forse) più avanti.

Davanti alle ovvie perplessità del Consigliere Sindoni (M5S), che segnalava che questo non poteva che essere un evidente segnale di debolezza e di fragilità della Maggioranza stessa, ci è stato risposto che vi era solo la necessità di distribuire in primis le poltrone tra i Consiglieri di Maggioranza. La loro priorità insomma è questa.

Sinceramente fare il VicePresidente – come il Presidente – di una commissione come questa è più un onere che un onore: molto lavoro di coordinamento e le inevitabili difficoltà derivanti dall’interpretare il doppio ruolo di arbitro imparziale delle sedute e rappresentante della propria forza politica.
Il discorso però era puramente politico: aprirsi nei confronti delle Opposizioni, e dare loro fiducia nella gestione di qualche seduta in caso di assenza del Presidente, avrebbe permesso di dare un tono di maggiore serenità. 

Mi sembra più che evidente che o il loro ragionamento politico è o incongruo o il collega Sindoni ha più che compreso quali siano i rapporti tra le forze politiche al governo della Città: non distesi, per usare un eufemismo.

A valle di tutto va comunque il mio miglior augurio di buon lavoro a Rosario Adamo (Presidente) e Stefano Galbiati (VicePresidente).

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