Giunta Allevi: prime impressioni – Parte 2

Passiamo ora alla mia personalissima pagella. Gli elettori la faranno nel 2022. Io cercherò di uscire dal mio ruolo di consigliere d’opposizione ed esprimere opinioni non partigiane.

Inizio con l’Assessore Arena che passa il tempo a fare sopralluoghi, ridipingere muri, fare selfie e a cercare il bandolo della matassa delle sue pesantissime deleghe. Non è vero. Non passa il tempo a fare questo. Sta studiando e sembra una trottola lanciata di qua e di là e gli unici momenti di svago sono gli sgomberi. Ha temporaneamente bloccato la costruzione della Fermata Monza Est Parco, non è riuscito a risolvere la questione di via Asiago e sogna i droni. A sua discolpa bisogna dire che ha 25 anni e nessun incarico amministrativo alle spalle. Comprendo non sia facile, però forse la scelta per responsabilità così alte doveva ricadere su altre spalle.
Voto: 5,5 per l’impegno.

L’Assessore Maffè fatica a stare dietro alle responsabilità: non perché sia incompetente, tutt’altro, ma pare davvero appesantito dai suoi mille impegni. Voleva fare il Presidente del Consiglio Comunale d’altronde (si sa!): tutt’altro genere di impegno per chi ha una professione come la sua. La sua lunga esperienza non pare supportarlo e sembra fosse molto più visibile prima da Consigliere d’Opposizione che ora da Assessore. 
Voto: 5 per il mancato impegno.

L’Assessore Sassoli ha grinta, ma di urbanistica ne capisce meno di chiunque in quell’aula e dà spesso risposte frettolose che mettono in imbarazzo per primi i suoi interlocutori.
Se per il Collega Arena scatta il fattore tenerezza però, il tono arrogante della Pasionaria smorza ogni tipo di compassione. Tanto carina e gentile nel privato, tanto irritante nei rapporti di natura politica: fastidiosa e polemica quando non si condivide il suo pensiero.
Martina, sei in Giunta ora: abbandona la veste del Consigliere d’Opposizione.
Voto: 4 per molteplici aggravanti.

Il ViceSindaco Villa è silenzioso, ma preparato. Lavora e si impegna. Sa sempre cosa dire e quando dirlo. Lo aspetto al varco col Piano Triennale delle OO.PP.: presto la Commissione in merito. Qualche grande bugia per giustificare scelte non facili e per gettare fango sui predecessori.
Voto: 6,5 per la poca sincerità. Può fare di meglio.

L’Assessore Longo è trincerato lassù nell’angolo più in alto dell’aula del Consiglio, davanti alla fotocopiatrice. Immobile. Silenzioso. Immutabile nel tempo e nello spazio con quell’aria scanzonata da eterno trentenne. Sempre sportivamente elegante, senza dubbio.
Certamente un’immagine-metafora del suo rapporto con la Città: chiuso nelle vie del Centro. Arroccato tra il Palazzo dell’Upim e l’Arengario. Il resto non esiste. E’ sempre stato un caciarone fuori dal Palazzo, ora sembra l’ombra di quel Jerry Polemica di Piazza Trento che infiammava le pellicce del Salottino Bene della Città.
Voto: 5– per la delusione. 

L’Assessore Arbizzoni è quello che forse sta lavorando di più. Sta iniziando a sviluppare bene la sua delega allo sport con attestati di stima anche dagli avversari politici.
I miei dubbi vertono sulla sua politica in merito alle consulte: non ho compreso perché fosse contrario alla mozione presentata dal PD, visto che ha espresso i medesimi concetti di quel documento. Boh.
Voto: 7, ma con riserva. 

Delle rimanenti (Di Oreste, Merlini e Lo Verso) ho poco da dire: impalpabili, un po’ assenti, un po’ perse e anche un po’ incompatibili (una sola, per carità!). Forse quasi sei mesi di mandato son troppo pochi per emergere in ruoli politici che nessuna delle tre ha mai interpretato prima.
Voto: N.C. per tutte e tre.

Il Presidente Carati è stato probabilmente pescato dal Центральный Комитет Коммунистической Партии Советского Союза, il Comitato Centrale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica: un vero burocrate. Segue pedissequamente il regolamento, ma, se si dimentica un articolo o si deve ovviare ad una situazione non prevista, rimanda la decisione alla Conferenza dei Capigruppo (Ponzio Pilato gli fa un baffo).
Ottima la gestione documentale sulla extranet. Scarsissimo l’impegno a rendere centrale il ruolo del Consiglio. Sembra più un (ottimo) amministratore di condominio che il Presidente di un Consiglio Comunale.
Voto: nella vecchia URSS degli anni ‘50 si sarebbe senz’altro meritato un 10 e lode, nel capoluogo brianzolo nel 2017 non supera il 5,5.

Che dire invece dei nuovi Consiglieri di Maggioranza? Alcuni davvero promettenti e attenti (Galbiati, Negrini, Monguzzi Junior, Capra), anche se ancora inesperti. Altri che dovrebbero magari limitare le troppe uscite imbarazzanti, molti non rilevati se non all’appello, ma siamo all’inizio: diamo loro tempo.
Voto: ai primi senz’altro un 7 pieno, ai secondi un 5–, mentre ai terzi un ovvio N.C.

[continua]

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