Garantisti col cappio in mano

Non ne faccio una questione giudiziaria o giustizialista: Dessì è libero di essere amico di un componente della famiglia Spada quanto e come vuole.

Non è certo un reato, ma è sicuramente poco opportuno per un Senatore della Repubblica frequentare certi figuri legati a famiglie della criminalità organizzata romana. 
Personalmente credo che chi fa politica debba tenere una certa distanza tra sé e certi personaggi, ma nessuno vuole imporre tali scelte ad alcuno.

Il problema – come dicevo – è politico, perché il M5S è da sempre molto più radicale di me su questi temi e in campagna elettorale aveva promesso che Dessì si sarebbe dimesso il giorno dopo l’elezione e infatti obbligò il neo senatore a firmare un impegno scritto.

Oggi non solo Dessì non si è dimesso, ma è stato accolto nel Gruppo Parlamentare del M5S. Insomma Di Maio e Dessì ci hanno preso in giro tutti e – come la Lega Nord del 1994 – hanno archiviato con questo gesto il giustizialismo che ha caratterizzato il Movimento fin prima della sua nascita.

Nasce un nuovo M5S oggi: garantista, molto più permissivo, meno di lotta e forse più di governo. 
Sicuramente non più rivoluzionario o populista. Avrei preferito che tale nuova fondazione avvenisse su altri temi e con altri gesti, ma tant’è e dobbiamo prendere pertanto atto di una metamorfosi (non ancora del tutto conclusa) che andrà osservata attentamente.

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