Voglia di cambiamento. Forse no.

Postilla per chi dice “voglio il cambiamento, voto Allevi”: il buon vecchio Dario è tutto tranne che una novità. Bazzica la politica monzese da decenni, prima nell’ultradestra, poi in Alleanza Nazionale, PDL e Forza Italia.

È stato un Presidente della Provincia disastroso, colpevole di leggerezze imperdonabili, come – ad esempio – aver lasciato costruire la sua Giunta a Massimo Ponzoni, il Coordinatore Provinciale del PDL ai tempi (sì, il Ponzoni di Desio, l’ex Assessore Regionale capitato – non proprio per caso dicono le sentenze – nell’inchiesta “Infinito”, proprio lui). Non è una cattiveria, l’ha ammesso Dario stesso in tribunale.
Da un uomo politico della sua età che si candida a certi ruoli ci si aspettava non solo la sua estraneità ai fatti e la certezza della sua onestà (di cui non ho mai dubitato), ma anche un po’ di prudenza amministrativa e politica.

Dario è stato anche ViceSindaco a Monza per due anni durante la Giunta Mariani. Sì, proprio quella che – salvo per qualche assessorato – è rimasta immobile per 5 anni, bloccata sul PGT che doveva rendere edificabile la Cascinazza di Paolo Berlusconi e cementificare mezza città.
La stessa Giunta che approvò il capitolato d’appalto che avrebbe poi consegnato alla Sangalli la gestione dei rifiuti e della pulizia delle strade di Monza (attualmente in essere), senza accorgersi che un Assessore e altri amministratori della maggioranza ci stavano mangiando sopra. Sveglia! Ok che gli amministratori non devono passare il tempo ad indagare sui colleghi, ma cerchiamo di svegliarci un minimo.

Questa però è storia, perché poi ci sono le fantastiche trovate del “lancio del telefonino” (sì, era una manifestazione che prevedeva il lancio di un telefono cellulare in piazza). Tutto felice il Dario di quella manifestazione.

E come dimenticare il golf nel Lambro? Le numerose palline lanciate nel fiume durante questa folle iniziativa proprio dallo stesso Allevi. A volte mi domando perché non assuma un consulente che gli dica semplicemente “a’ Dario, ‘sta qui è ‘na cazzata!”.

Stendo un velo pietoso sui buchi milionari di Scenaperta per le meravigliose manifestazioni come Bimbò.

Insomma Roberto non sarà perfetto e come amministratori avremo anche fatto degli errori dal 2012 ad oggi, ma Dario – che è anche un “ragazzo” simpatico con cui scambierei (e tuttora scambio) qualche battuta – rimane un politico di scarsi contenuti, costruito con sparate elettorali (i droni?!) e contraddistinto da perenni superficialità e debolezze che in passato hanno generato non pochi danni alla Cosa Pubblica.

Quindi è vero: da un certo punto di vista Allevi è un cambiamento. Un ritorno a 5-10 anni fa. Un arretramento politico amministrativo. Per cambiare si cambierebbe: nulla da eccepire in merito! Ma è davvero questo che vogliamo?

Personalmente no e infatti il 25 giugno andrò a votare convintamente Roberto Scanagatti Sindaco di Monza.

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